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Torna a Pepi Ro               Le "lote"

Il lutarol in Fornace era un cottimista, prendeva un tanto ogni 1000 lote consegnate al forno, in caso di pioggia o grandine tutto il lavoro era annullato e non percepiva il salario.
Il suo lavoro cominciava ai primi chiarori dell'alba, appena ci si vedeva e terminava con la preparazione dell'argilla per il mattino dopo.
Al mattino, dopo aver reso morbida la pasta ne metteva un po' sul bancone, prendeva una manciata di sabbia che stendeva sotto lo stampo in modo che l'argilla non si attaccasse al legno del banco, poi prendeva una manciata di argilla, la metteva nello stampo, la pressava per eliminare le bolle d'aria, la livellava con un listello e poi, intinta una mano nel contenitore dell'acqua al suo fianco, lisciava la parte superiore della lota rendendola priva di grumi.
Dopo di che metteva lo stampo in posizione verticale e si recava nel punto dell'aia predisposto per l'essiccazione, con un movimento repentino ed accorto adagiava il futuro mattone sul suolo che a sua volta era stato cosparso con un leggero strato di sabbia affinché l'argilla non aderisse al terreno. Appena asciutta e manovrabile la lota veniva rizzata verticalmente per farla essiccare meglio e di questo lavoro erano di solito incaricate le donne di famiglia che erano sempre presenti portando colazione e pranzo, oppure venivano messe al piano superiore della Fornace per farle asciugare dal calore proveniente dal piano inferiore.
Terminata l'essiccatura i futuri mattoni venivano accatastati di fianco l'aia in modo ordinato dove venivano contati e pagati dal gerente prima dello spostamento nel cuore della Fornace. il cottimista lavorava sodo dal mattino presto fino alla sera, quando il sole proprio non dava tregua si fermava per un riposino sotto i portici. Alla sera, prima del ritorno a casa doveva predisporre l'argilla per il giorno dopo, veniva bagnata con il palot prendendo l'acqua dal ruscello vicino, zappata, lavorata con il badile ed anche pigiata con i piedi per renderla morbida, uniforme senza bolle d'aria.
Le lote pronte per la cottura venivano prese da altri lavoranti della Fornace e sistemate nel forno in modo preciso affinché sia il carbone che cadeva dall'alto, sia la fiamma a corso circolare potessero passare senza ostacoli fra i vari mattoni.
Questi lavoranti dovevano sigillare le porte di accesso ai forni ed al termine della cottura dovevano togliere queste chiusure e prelevare i mattoni cotti.

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